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Barack Obama

KEYSTONE/EPA/ERIK S. LESSER

(sda-ats)

"We shall overcome" (noi trionferemo, ndr): si chiude così la lettera di ringraziamento di Barack Obama agli americani diffusa nel suo ultimo giorno da presidente.

"Mi avete fatto un uomo migliore. Grazie", scrive il numero uno degli Usa che domani cederà l'ufficio ovale a Donald Trump.

"Sarò accanto a voi a ogni passo. E quando l'arco del progresso vi sembrerà lento, ricordatevi: l'America non è il progetto di una sola persona. La parola più potente della nostra democrazia è 'we', noi. Come in 'We the People'. 'We Shall Overcome'. E 'Yes, we can'".

I 'noi' citati da Obama sono i tre momenti a suo avviso più importanti nella storia degli Usa. "We the People" è il preambolo della Costituzione, "We shall overcome" è una famosissima canzone di protesta diventata negli anni Sessanta l'inno del movimento per i diritti civili. "Yes We Can" è lo slogan che nel 2008 ha portato il giovane senatore dell'Illinois a diventare il primo presidente afro-americano nella storia degli Stati Uniti.

È una tradizione per i presidenti uscenti lasciare una lettera al successore nell'Ufficio Ovale per condividere la propria esperienza e offrire consigli per aiutarlo a portare l'enorme responsabilità del nuovo incarico.

"Ma prima di lasciare il mio messaggio al 45esimo presidente, volevo scrivere a voi, per dirvi grazie per tutto quello che mi avete insegnato. Grazie a voi sono un uomo migliore", ha scritto Obama lasciando ai suoi sostenitori e "a chi vuole restare in contatto" l'indirizzo del suo nuovo sito web.

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SDA-ATS