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La Svizzera appoggia la dichiarazione dell'OCSE a favore dello scambio automatico di informazioni bancarie in materia fiscale, firmata oggi a Parigi in occasione della riunione dei ministri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), presente il consigliere federale Johann Schneider-Ammann. ministri

I 34 Paesi Ocse, insieme ad altri 13 partner associati tra cui Singapore, la Malaysia, l'Indonesia, la Cina, l'Argentina, il Brasile e il Sudafrica, hanno firmato la dichiarazione sullo scambio automatico di informazioni tra amministrazioni fiscali, che li obbliga a "procurarsi tutte le informazioni richieste alle loro istituzioni finanziarie e a scambiarle automaticamente con altre giurisdizioni su base annuale". Lo riferisce una nota della stessa Ocse.

La Svizzera ha partecipato attivamente alla stesura della norma, e si è quindi associata alla dichiarazione ministeriale.

"E' chiaramente la fine del segreto bancario sfruttato per ragioni fiscali", ha dichiarato Pascal Saint-Amans, direttore del centro di politica e amministrazione fiscale in seno all'OCSE.

La maggior parte degli altri paesi firmatari del documento si erano già impegnati per lo scambio di informazioni fiscali su base automatica, ma la Svizzera e Singapore, importanti centri finanziari, non lo avevano ancora fatto. Finora lo scambio - su richiesta - scattava soltanto in caso di indagine del fisco o della magistratura.

Berna ha contribuito attivamente alla stesura del testo, firmato da 40 Stati, tra cui i 34 membri dell'OCSE, fa sapere in un comunicato il Dipartimento federale delle finanze (DFF). La Svizzera considera inoltre che i documenti adottati finora dall'OCSE adempiano ai criteri definiti dal Consiglio federale il 14 giugno 2013, ossia il principio di una norma unica e globale, il rispetto del principio di specialità, confidenzialità dei dati, reciprocità e trasparenza degli aventi diritto di ogni tipo di struttura.

Inoltre Berna si aspetta che la disposizione specifica relativa agli USA concernente la trasparenza delle strutture finanziarie sia effettivamente limitata nel tempo, si legge nel comunicato del DFF.

Banchieri svizzeri chiedono a Parigi

Intanto Patrick Odier, presidente dell'Associazione svizzera dei banchieri, in un'intervista che apparirà domani sul quotidiano finanziario Agefi, ha chiesto che la Francia prolunghi il programma di normalizzazione fiscale, che in linea di principio scade a fine maggio.

Alla domanda su che cosa si aspetta dalla Francia, Odier, che è uno dei dirigenti della banca privata ginevrina LODH (Lombard-Odier-Darier-Hentsch), ha risposto. "che prosegue il programma attuale oltre il mese di maggio, facendolo evolvere in maniera più pragmatica ed efficace. Francia e Svizzera hanno lo stesso interesse in questa vicenda, ossia che il massimo di clienti sia regolarizzato".

SDA-ATS