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Ocse, Pil svizzero scenderà del 7,7%

A risentire delle misure anti-coronavirus sono stati anche i consumi. KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 10 giugno 2020 - 12:00
(Keystone-ATS)

Il prodotto interno lordo svizzero diminuirà del 7,7% quest'anno, per poi salire del 5,7% nel 2021: la previsione è dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), sulla base di uno scenario che vede la pandemia contenuta entro questa estate.

"Nonostante un confinamento di durata più breve rispetto ad altri paesi i consumi delle famiglie e gli investimenti sono crollati", affermano gli economisti dell'organismo con sede a Parigi in un rapporto pubblicato oggi dedicato all'andamento della congiuntura mondiale.

Secondo l'Ocse i principali motori della crescita elvetica stanno perdendo colpi: i consumi privati dovrebbero diminuire del 6,8% nel 2020, mentre le esportazioni saranno in calo del 7,6%. L'anno prossimo si assisterà per contro a un rimbalzo rispettivamente del 6,5% e del 4,2%.

In uno scenario più pessimista, che vede una seconda ondata di contaminazione da Covid-19, il Pil svizzero potrebbe addirittura crollare del 10% nel 2020, prima di effettuare un mini-recupero del 2,3% nel 2021.

Stando agli esperti dell'Ocse il basso livello del debito pubblico dà comunque alle autorità pubbliche la possibilità di agire su una leva fiscale, in modo da sostenere le aziende. Si tratta in particolare di venire incontro alle piccole e medie imprese, che sono state duramente colpite da diverse settimane di attività ridotta o addirittura dalla chiusura completa temporanea.

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