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"I dirigenti europei non possono permettersi di avere paura": lo dice il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, che oggi ha presentato a Parigi il suo ultimo rapporto sulle prospettive migratorie internazionali.

"La crisi dei rifugiati non è una di quelle crisi su cui si può fare finta di niente", aggiunge Gurria.

"Il ripristino dei controlli alle frontiere, la costruzione di barricate, forse faranno guadagnare tempo ai Paesi già saturi ma nessuno può seriamente pensare di ostacolare questi migranti pronti a tutto per andare avanti", afferma Gurria, lanciando un chiaro avvertimento all'Europa.

"Considerate le condizioni di vita spaventose dei Paesi che fuggono, forse la metà dei richiedenti asilo otterrà il diritto di risiedere nel Paese d'accoglienza. Per questo, qualunque sia la sensibilità o l'ambivalenza dell'opinione pubblica, i responsabili europei dovranno rispondere all'unisono alla crisi, in modo coordinato e coraggioso", avverte il messicano alla guida dell'Ocse.

"L'Europa - prosegue Gurria nello stesso giorno in cui a Bruxelles si apre il consiglio straordinario Ue sui migranti - si trova a un momento storico. Entro la fine dell'anno il numero dei richiedenti asilo nell'Unione europea supererà il milione di persone.

Il costo umano di questa crisi dei rifugiati è spaventoso. Tuttavia, in quasi tutti i Paesi Ue, i responsabili pubblici hanno risposto freddamente alla catastrofe, riconoscendo, nel migliore dei casi, la necessità di fare di più, preoccupandosi per le conseguenze di questo fenomeno".

"Se oggi l'Europa investe nell'accettazione e l'integrazione dei richiedenti asilo, potrà trarne da domani considerevoli benefici. I nostri studi all'Ocse dimostrano che l'immigrazione, se ben gestita, può stimolare la crescita e l'innovazione".

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SDA-ATS