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CHICAGO - In attesa che la tanto attesa pellicola 'Avatar' arrivi nelle nostre sale cinematografiche, forse è meglio andare dall'oculista: infatti gli oftalmologi sostengono che la visione in 3D, soprattutto se prolungata, può causare mal di testa.
Secondo quanto riferito all'agenzia Reuters da Michael Rosenberg, oftalmologo della Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago, a rischiare di più sarebbero coloro che si installano in casa un home theater in 3D, che, quindi, sono costantemente esposti a questo tipo di visione.
La moda del piccolo schermo in 3D impazza in America, si legge online sulla Reuters, dove si registra un'impennata di acquisti di questo genere di televisori.
Il cinema in 3D 'classico', cioé quello basato su un sistema non digitale, funziona fondamentalmente con due proiettori distinti che inviano le immagini a ciascun occhio, che le riceve in tre dimensioni grazie agli occhialini colorati le cui lenti, appositamente di colore diverso l'una dall'altra, filtrano diverse lunghezze d'onda. E' possibile, ha spiegato l'oftalmologo, che, se i due proiettori non sono ben allineati, gli occhi, soprattutto se lo spettatore ha piccolissimi problemi di vista non corretti, subiscano un disturbo che si riverbera sul cervello innescando la miccia del mal di testa, talvolta addirittura della nausea.
Ma forse non c'è da preoccuparsi. Infatti, secondo un esperto di tecnologia 3D, Rick Heineman, portavoce della RealD che fornisce la strumentazione 3D alla maggior parte dei cinema americani, il 3D di nuova generazione, basato su un unico proiettore digitale, è a prova di mal di testa perché risolve i problemi di non allineamento.
Resta da vedere, comunque, se gli appassionati del genere si faranno scoraggiare dalla minaccia di un mal di testa quando faranno la fila ai botteghini per vedere 'Avatar'.

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SDA-ATS