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Olimpiadi 2020: Roma si ritira, Monti non firma garanzie

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 febbraio 2012 - 16:54
(Keystone-ATS)

Evapora il sogno olimpico per Roma: il premier italiano Mario Monti ha infatti deciso di non firmare le necessarie garanzie finanziarie per la candidatura della città alle Olimpiadi del 2020. Lo riferiscono fonti di governo.

Restano in corsa Madrid, Tokyo, Istanbul, Doha e Baku. La scelta verrà fatta a Buenos Aires il 7 settembre 2013.

"Non ce la sentiamo di prendere un impegno finanziario che potrebbe gravare sulle finanze dell'Italia", ha affermato Monti motivando il "no" alla firma delle garanzie richieste dal Comitato olimpico. "Il governo - ha poi aggiunto - non ritiene che sarebbe responsabile, nelle attuali condizioni dell'Italia, assumere questo impegno di garanzia dei costi delle Olimpiadi".

Deluso il comitato organizzatore: "c'è tanta amarezza per una grandissima occasione persa. Il progetto era serio anche da un punto di vista economico ma è stata una decisione molto ponderata che dobbiamo accettare", ha detto Mario Pescante, presidente del comitato promotore di Roma 2020.

"Da parte nostra - dice Pescante - c'era anche l'illusione che i Giochi potessero dare un contributo per il rilancio del paese e per spiegare ai giovani che nel 2020 ci saremo. Ma non è stata condivisa. Siamo stati ore a parlare ma il presidente del Consiglio è stato irremovibile sul discorso dei conti collegati alla situazione economica generale. Dobbiamo rassegnarci, per almeno 10 anni non si parlerà più di Giochi in Italia".

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