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Il presidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) Jacques Rogge vede buone possibilità per la candidatura svizzera ai giochi olimpici invernali del 2022. Se i cittadini grigionesi e il Parlamento approveranno il progetto, la Svizzera sarà favorita.

"Dipende ovviamente da quali località si candideranno", ha affermato Rogge al "SonntagsBlick". "In ogni caso la Svizzera avrebbe buone carte da giocare". La Confederazione offre infatti già diverse infrastrutture, l'esperienza nell'organizzazione di eventi legati agli sport invernali e anche i bei paesaggi.

Rogge nega che il CIO punti sempre di più sul "gigantismo" degli eventi: "lo svolgimento dei Giochi di Sochi costerà circa due miliardi di dollari. Il resto (circa 50 miliardi di dollari) sono spese legate allo sviluppo della zona. Questo è di competenza del Paese e il CIO non c'entra", ha chiarito.

Il popolo grigionese voterà il tre marzo sulla candidatura ai Giochi olimpici. Secondo gli ultimi sondaggi, il risultato sarà combattuto.

Uno dei punti più discussi negli ultimi tempi è stata la copertura di un eventuale deficit. Rogge ha sottolineato che, qualora risultasse un utile, il Comitato non prenderebbe un centesimo. "In caso di utili, il 60% va ai Comitato locali e il 20% a Swiss Olympics. Il resto a una fondazione del CIO", ha spiegato.

Interrogato sull'impatto ambientale, il presidente ha risposto che "Lillehammer (Norvegia) ha dimostrato che sono possibili Giochi sostenibili". Anche Nagano (Giappone) e Vancouver (Canada) hanno ottenuto buoni risultati.

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SDA-ATS