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La quota sale al 27% se si considerano le persone sole con meno di 65 anni e addirittura al 46% se si prendono in considerazione le famiglie monoparentali.

Keystone/MARTIN RUETSCHI

(sda-ats)

Il 22% della popolazione svizzera non è in grado di far fronte a una spesa imprevista di 2500 franchi nell'arco di un mese.

La quota sale al 27% se si considerano le persone sole con meno di 65 anni e addirittura al 46% se si prendono in considerazione le famiglie monoparentali. I dati - riferiti al 2015 - emergono da un'indagine sul benessere soggettivo e le condizioni di vita pubblicata oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST).

Oltre un quarto (27%) delle economie domestiche composte da una madre o un padre soli con uno o più figli dichiara di avere difficoltà a sbarcare il lunario. La percentuale scende al 15% per le persone sole, al 12% per le coppie con figli e al 5% per le coppie senza prole. Complessivamente l'11% della popolazione vive in un'economia domestica che dichiara di avere difficoltà a far fronte agli impegni finanziari.

Le famiglie monoparentali si lamentano anche più spesso della media di non poter andare in vacanza nemmeno una settimana nonché di vivere in abitazioni esposte al rumore - di strada o dei vicini - e all'umidità.

Le situazioni di precarietà hanno chiaramente un impatto sui figli: i giovani di 16 anni e più che vivono con una madre o un padre soli con uno o più figli sono nettamente meno soddisfatti della loro vita attuale e delle loro relazioni personali dei loro coetanei.

In termini di insoddisfazione personale coloro che vivono soli hanno meno problemi di chi si trova in famiglie monoparentali, ma stando all'UST le due situazioni presentano similitudini.

In Svizzera comunque quasi due persone su cinque (38%) si dichiarano molto soddisfatte della vita che conducono, contro una persona su cinque nell'Unione europea (in Italia: 14%). Gli abitanti della Confederazione sono anche più soddisfatti delle relazioni personali e il grado di fiducia nelle istituzioni raggiunge un valore di 7 su 10, contro 4,7 nell'Ue, con l'Italia a 3,8.

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SDA-ATS