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Oman: dopo le proteste sultano cede parte dei suoi poteri

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 marzo 2011 - 19:19
(Keystone-ATS)

Il sultano Qabus ben Said dell'Oman - al potere da oltre quarant'anni - ha deciso oggi di cedere poteri legislativi a un consiglio consultivo, dopo che anche nell'Oman si sono svolte diverse manifestazioni per chiedere riforme politiche, con un crescente malcontento sociale sullo sfondo.

Con un decreto pubblicato dall'agenzia ufficiale Ona, il sultano ha ordinato di conferire "i poteri legislativi e quelli di controllo" dell'azione di governo al "Consiglio d'Oman", formato da un Consiglio Consultivo (Shura), eletto, di 83 membri e da un Consiglio di Stato, una sorta di Senato, di 57 membri designati dal sultano. Le due camere hanno un ruolo puramente consultivo presso il governo, che si occupa invece di mettere in pratica la politica generale definita dal sultano.

Nello stesso decreto, Qabus ha chiesto a una commissione di presentare entro 30 giorni un emendamento alla Costituzione che consenta di conferire i poteri legislativi all'Assemblea consultiva. Il sultano ha inoltre ordinato forti aumenti delle pensioni, tra il 50 e il 100%, secondo la Ona. Nei giorni scorsi, Qabus ha effettuato un ampio rimpasto di governo, dopo aver rimosso due ministri, considerati "corrotti".

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