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Marco Franchetti (foto d'archivio)

KEYSTONE/WALTER BIERI

(sda-ats)

Nel 2016 l'Ombudsman delle banche svizzere ha trattato 2068 casi di reclami, il 2% in meno dell'anno precedente. Complessivamente a Marco Franchetti sono stati sottoposti lo scorso anno 837 casi scritti e 1268 richieste orali.

La quota è risultata del 44% per la Svizzera tedesca, del 15% per la Svizzera romanda e del 2% per il Ticino. I reclami provenienti dall'estero sono stati il 39%. Nell'oltre l'80% dei casi l'ammontare del contenzioso era inferiore ai 100'000 franchi, si legge in un comunicato diffuso oggi.

Molti reclami riguardano il conteggio delle transazioni effettuate con carte di credito in diverse valute estere e i tassi di cambio applicati. Secondo Franchetti, su questo tema l'essenziale è garantire la trasparenza.

I clienti, rileva l'Ombudsman, devono essere chiaramente informati sulle condizioni contrattuali vigenti: ogni modifica delle spese bancarie deve essere comunicata in anticipo e in maniera inequivocabile.

Anche quest'anno molte richieste hanno riguardato inoltre i fondi in giacenza. Tramite l'Ombudsman delle banche svizzere da 20 anni è possibile svolgere delle ricerche sugli averi non rivendicati presso le banche di tutto il paese. Informazioni al riguardo sono reperibili sul sito web www.dormantaccounts.ch, allestito espressamente.

SDA-ATS