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Il 2013 si profila tra i dieci anni più caldi registrati dall'inizio delle moderne misurazioni, nel 1850, mentre il livello dei mari ha raggiunto un nuovo record e sale a un ritmo di 3,2 mm l'anno. Lo ha rivelato oggi l'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) con sede a Ginevra.

Il livello dei mari è aumentato ad un tasso medio di circa 3,2 millimetri l'anno, con alcune variazioni, scrive l'Omm. Questo livello è "vicino al tasso di circa 3 mm/anno osservato nel decennio 2001-2010 e corrisponde al doppio della tendenza osservata nel XX secolo di 1,6 mm/anno", aggiunge l'agenzia specializzata delle Nazioni Unite che ha reso nota oggi la "Dichiarazione provvisoria sulla del clima globale nel 2013", basata sui primi nove mesi dell'anno (gennaio-settembre).

In futuro, "i livelli dei mari continueranno a salire a causa dello scioglimento delle calotte di ghiaccio e dei ghiacciai. Più del 90% del calore in più stiamo generando con i gas serra è assorbito dagli oceani, che di conseguenza continueranno a riscaldarsi ed espandersi per centinaia di anni", osserva il segretario generale dell'Omm Michel Jarraud.

Secondo i dati dell'Omm, nel 2013 la temperatura media in superficie (terre emerse e oceani) è risultata di circa 0,48 grandi centigradi superiore rispetto alla media calcolata per il periodo 1961-1990. Ed il 2013 dovrebbe risultare il settimo anno più caldo.

"Le temperature registrare finora quest'anno corrispondono più o meno alla media del periodo 2001-2010, che è stato il decennio più caldo", ha commentato Jarraud. "Tutti gli anni più caldi sono stati registrati dal 1998" in poi e "gli anni più freddi ora risultano più caldi rispetto agli anni più caldi prima del 1998", ha aggiunto.

Jarraud ha quindi osservato che le "concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica e di altri gas a effetto serra hanno raggiunto nuovi record nel 2012" e che anche per il 2013 si prevedono "livelli senza precedenti. Questo - ha aggiunto - significa che andiamo verso un futuro più caldo".

Nei primi nove mesi del 2013, molte regioni hanno registrato temperature superiori alla media, in particolare l'Australia, il nord dell'America del Nord, il nord-est dell'America del Sud, l'Africa del Nord e parte dell'Eurasia.

Jarraud ha evocato i fenomeni estremi ed il tifone Haiyan (Yolanda) osservando che anche anche se i singoli cicloni tropicali non possono essere direttamente attribuiti ai cambiamenti climatici, i livelli del mare più elevati rendono le popolazioni costiere più vulnerabili. "Lo abbiamo visto con conseguenze tragiche nelle Filippine".

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SDA-ATS