Navigation

Oms, movida minaccia Europa. Torna paura in Germania

All'origine dei nuovi picchi di coronavirus in Europa c'è la movida, secondo l'Oms. Immagine d'archivio. KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 luglio 2020 - 19:23
(Keystone-ATS)

La movida, con i suoi assembramenti incontrollati e i rischi conseguenti per la trasmissione del Covid-19, finisce nel mirino dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

All'origine dei nuovi picchi in Europa ci potrebbe essere proprio l'aumento dei casi di coronavirus registrato tra i giovani nelle statistiche giornaliere dei contagi di diversi Paesi.

A lanciare l'allarme e a chiedere una maggiore responsabilizzazione - mentre la stagione estiva si avvia al culmine, con il suo corollario di uscite tra bar, locali e discoteche - è stato il direttore dell'ufficio regionale dell'Oms, Hans Kluge. Necessario, ha sottolineato, che le autorità comunichino meglio con i ragazzi e li coinvolgano di più nella prevenzione.

L'andamento dell'epidemia continua a preoccupare in diversi Paesi del Vecchio Continente, a partire dalla Spagna, dove i nuovi contagi da coronavirus sono stati 1.153 nelle ultime 24 ore. Si tratta del numero più alto dal 2 maggio, con Aragona, Catalogna e Madrid le zone più colpite. Anche in Germania cresce ancora la paura mentre sale il numero dei nuovi casi di Covid-19, con quasi 700 nuovi infettati in un solo giorno e l'indice RO risalito a 1,2. Numeri comunque ancora molto lontani dall'apice del contagio raggiunto ad aprile, quando i casi quotidiani viaggiavano intorno ai 6.000. A Est resta sempre alta la curva in Romania, con 1.182 nuovi positivi.

Stati Uniti epicentro mondiale

L'epicentro mondiale della diffusione del virus continuano tuttavia ad essere gli Stati Uniti, dove i morti nelle ultime 24 ore sono stati quasi 1.600, il numero più alto da due mesi e mezzo, e 60.000 i nuovi casi. Almeno 150 mila persone sono morte finora nel Paese e sono saliti a 21 gli Stati Usa definiti 'red zone', con un boom senza precedenti di trasmissioni.

Nel mondo, l'epidemia peggiora anche a Hong Kong, il cui sistema ospedaliero rischia di collassare con l'impennata di casi. La governatrice Carrie Lam ha invitato tutti i cittadini a restare a casa, ammonendo che la città è "sull'orlo di un focolaio di comunità su larga scala". Nell'ex protettorato britannico sono entrate in vigore le nuove regole anti-pandemia, tra cui l'uso delle mascherine obbligatorio e la chiusura dei ristoranti. Hong Kong, che ha affrontato bene l'emergenza sanitaria nelle battute iniziali, continua a registrare più di 100 infezioni al giorno. Meno di un mese fa la media giornaliera era sotto la decina.

Per la prima volta dall'inizio della pandemia, anche in Giappone il numero dei contagi giornalieri ha superato quota mille, con la situazione che diventa allarmante nei principali centri urbani del Paese. Tra i Paesi più colpiti resta anche l'Iran con 2.636 nuovi casi e quasi 200 vittime, dopo il record negativo di 235 morti toccato martedì.

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.