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Il direttore generale dell'Oms Margaret Chan

KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

(sda-ats)

Nel mondo ogni anno muoiono 1,25 milioni di persone per gli incidenti stradali e in un terzo dei casi la colpa è della velocità eccessiva.

Lo afferma un rapporto pubblicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) in occasione della settimana mondiale dedicata a questo tema che inizia l'8 maggio, e che quest'anno indica proprio questo come il tema prioritario.

Secondo il rapporto in media il 40-50% dei guidatori supera i limiti di velocità e ad essere più a rischio incidenti sono i maschi giovani, soprattutto sotto l'influenza dell'alcol. Gli incidenti stradali, che fanno anche 50 milioni di feriti e costano tra il 3% e il 5% del Pil ai singoli Paesi, sono la causa numero uno di morte tra le persone di 15-29 anni.

Basterebbe una riduzione del 5% della velocità media, sottolineano gli esperti dell'Oms, per far calare del 30% le morti sulla strada. "Se i Paesi affrontassero solo questo problema - sottolinea il direttore generale dell'Oms, Margaret Chan - avrebbero in breve tempo conseguenze positive, sia in termini di vite salvate che di aumento di pedoni e ciclisti, con effetti profondi sulla salute".

Il rapporto indica cinque aree di intervento: la creazione di strade sicure con strumenti per rallentare il traffico come rotatorie o bumpers, l'adozione di limiti stringenti di velocità e l'aumento degli sforzi per farli rispettare, l'utilizzo di tecnologie nelle auto che limitino la velocità e assistano la frenata e l'aumento della consapevolezza sul problema.

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SDA-ATS