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Ondata di volontari negli ospedali elvetici

Sono in tanti a presentarsi per dare una mano. KEYSTONE/ENNIO LEANZA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 marzo 2020 - 10:19
(Keystone-ATS)

Gli svizzeri corrono in soccorso dei loro ospedali, alle prese con l'emergenza del coronavirus: nei giorni scorsi le strutture hanno registrato un'ondata di persone che si sono offerte come volontarie.

All'Ospedale universitario di Zurigo in 2000 hanno chiesto di poter dare una mano, in quello di Lucerna 1000 e ad Aarau 500, spiega il SonntagsBlick proponendo il ritratto di alcune di queste persone.

"Siamo impressionati dalla solidarietà che sta mostrando la popolazione", afferma Fabio Blasi del Kantonsspital Aarau, citato dal domenicale. Solidarietà a suo avviso tutt'altro che scontata: "la gente potrebbe rimanere a casa per non rischiare nulla".

I volontari sono così tanti che le strutture al momento non possono impiegarli. Da una parte - spiega al SonntagsBlick Mia Meyer dell'Unispital Zürich - perché gli ospedali si sono già organizzati a livello di impiego di personale per far fronte alla situazione, anche perché le operazioni non urgenti non vengono eseguite, dall'altra perché sono richieste soprattutto persone che già hanno esperienza nel campo. "Abbiamo quindi dovuto per il momento rispondere negativamente ad alcuni volontari".

Anche diverse aziende si presentano con offerte di sostegno. Per esempio il personale dell'ospedale di Zurigo può utilizzare gratuitamente le biciclette pubbliche a noleggio. Non tutte le offerte sono però disinteressate, spiega Meyer. "Alcune imprese vedono nella situazione attuale un'opportunità per entrare in un nuovo campo di attività".

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