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"Sacrificio Quaresimale" e "Pane per tutti" criticano il gigante delle materie prime Vitol, che non rispetterebbe i diritti umani, e nemmeno gli standard di protezione ambientale, nelle sue attività commerciali in Sudafrica.

Vitol è titolare di un contratto per la fornitura di coke e carbone fossile, che secondo i programmi verranno estratti dal 2018 da una miniera di Makhado, nel nord del paese. Il villaggio di Mudimeli, affermano le due ong sulla base di un'inchiesta svolta dall'organizzazione partner "Bench Marks Foundation", sarà così accerchiato dai pozzi di una miniera a cielo aperto a da cumuli di scorie, con un grave impatto negativo per l'agricoltura e l'approvvigionamento di acqua.

Per i 3 mila abitanti del villaggio le polveri di carbone dovute ai lavori di estrazione costituiscono inoltre una minaccia per la salute. "Migliaia di posti di lavoro sono a rischio nei settori dell'agricoltura e del turismo", in una regione considerata "l'orto e il granaio del Sudafrica", si legge in un comunicato.

Sacrificio Quaresimale" e "Pane per tutti" fanno parte di un gruppo di una settantina di organizzazioni ambientaliste, di difesa dei diritti umani e di aiuto allo sviluppo che sostengono l'iniziativa popolare "per multinazionali responsabili": lanciata nell'aprile del 2015 essa chiede che le multinazionali con sede in Svizzera rispettino gli standard ecologici ed etici anche all'estero attraverso l'introduzione di un obbligo di diligenza.

Citando l'esempio di Vitol le ong si propongono di dimostrare che le misure di autocontrollo volontarie non sono sufficienti, visto che le "multinazionali decidono da sole che importanza accordare ai diritti umani e alla protezione dell'ambiente", secondo la consigliera nazionale Lucrezia Meier-Schatz (PPD/SG), presidente del consiglio di fondazione di "Sacrificio Quaresimale".

Il gruppo olandese Vitol, che ha sede ad Amsterdam e a Ginevra, è specializzato nella negoziazione di materie prime, soprattutto in campo energetico. In termini di fatturato occupa il primo posto delle grandi imprese attive in Svizzera, con vendite pari a 254 miliardi di franchi.

In una prima reazione il gruppo ha decisamente respinto le accuse: le conclusioni delle analisi illustrate oggi sono false e si basano su una combinazione di elementi e di malintesi che ignorano i fatti. Abbiamo cercato di segnalarli agli autori dello studio e deploriamo che non li abbiano presi in considerazione. Vitol, in una presa di posizione, afferma di attenersi a standard elevati e di intrattenere con le parti interessate relazioni aperte e trasparenti.

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SDA-ATS