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L'abolizione della pena di morte è uno degli obiettivi principali della politica svizzera dei diritti umani: lo ha dichiarato oggi il ministro degli esteri Didier Burkhalter in un incontro tenutosi a New York in margine alla 67esima Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Togliere a qualcuno il diritto alla vita significa negare la propria umanità, ha detto il consigliere federale durante un incontro organizzato dalla Francia e dal Benin. Il movimento per l'abolizione della pena capitale ha guadagnato terreno negli ultimi anni e sempre più paesi rifiutano ormai l'idea che il Diritto possa uccidere, ha proseguito. Dieci anni fa 79 Stati applicavano la pena di morte, oggi sono soltanto 58, ha aggiunto.

Si tratta di uno sviluppo rallegrante, ma contenti non si può essere, ha affermato il ministro degli esteri elvetico, secondo il quale bisogna raddoppiare gli sforzi per arrivare all'abolizione completa nel mondo.

L'assemblea generale discuterà nei prossimi mesi una risoluzione per una sospensione della pena capitale a livello planetario. La Svizzera sostiene la risoluzione, ma si schiera nel contempo per l'abolizione definitiva, ha detto Burkhalter.

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SDA-ATS