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Onu: corruzione ed evasione fiscale continuano a dilagare

Corruzione e riciclaggio sottragono soldi agli stati KEYSTONE/ALESSANDRO CRINARI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 03 marzo 2020 - 11:14
(Keystone-ATS)

La corruzione, l'evasione fiscale e il riciclaggio di denaro continuano a sottrarre ai governi e ai popoli nel mondo migliaia di miliardi di dollari ogni anno.

Secondo uno studio del Fondo monetario internazionale (FMI), i trasferimenti degli utili societari verso paradisi fiscali costano collettivamente ai governi tra 500 e 600 miliardi di dollari l'anno in mancati introiti fiscali. Allo stesso tempo, le organizzazioni criminali a livello mondiale - secondo uno studio dell'Ufficio delle Nazioni Unite per la droga e il crimine - riciclano ogni anno circa 1.600 miliardi di dollari, pari al 2,7% del PIL globale. "Si tratta di un volume di denaro enorme" che viene sottratto, ad esempio, alle politiche sociali, dichiara Ibrahim Mayaki, recentemente nominato co-presidente del Gruppo di alto livello per la responsabilità finanziaria internazionale, la trasparenza e l'integrità, istituito dall'Assemblea generale dell'Onu.

Dunque, sottolinea il rappresentante Onu, i flussi finanziari illeciti hanno conseguenze dirette sullo sviluppo e sul benessere delle persone. "Alimentano la criminalità organizzata, e il terrorismo", sostiene Mayaki, "distolgono risorse che dovrebbero soddisfare le necessità sociali. Questo ha un impatto significativo sulle politiche anti-povertà". E se non ci si impegnerà a contrastare questo fenomeno, sostiene l'Onu, non saremo in grado di raggiungere il primo obiettivo dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e cioè l'eliminazione della povertà.

"È sempre più chiaro che tutti i governi vogliono combattere la criminalità organizzata", ha aggiunto Mayaki, perchè "i flussi finanziari illeciti sono contrari alla moralità, ma anche all'efficienza economica": "E' nell'interesse di ogni governo, dunque, combattere questi processi per costruire politiche sociali che possano evitare l'implosione". E ciò, conclude il rappresentante Onu, si può fare solo se "gli Stati possono beneficiare di piattaforme internazionali per scambiare le migliori pratiche e impegnarsi in meccanismi di cooperazione più efficaci".

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