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Si apre domani a Sendai, nel nordest del Giappone, la "Terza conferenza mondiale dell'Onu sulla riduzione del rischio di disastri naturali".

L'appuntamento, dal 14 al 18 marzo, vedrà la presenza nella città pesantemente colpita dal sisma/tsunami di marzo 2011 di oltre 6'000 delegati in rappresentanza di oltre 150 tra Paesi membri dell'Onu e organizzazioni internazionali.

Secondo il programma, saranno adottati la "Dichiarazione politica" e il documento operativo sulla "Strategia Post-2015 per la riduzione del rischio disastri", il cui scopo è definire una serie di principi e di linee guida, seppur non vincolanti, per trovare la migliore strategia possibile su sviluppo sostenibile e incremento delle capacità di resistenza ai rischi con l'adozione di un nuovo quadro d'azione. Uno schema generale che sostituirà quello della conferenza del 2005, indicando i settori prioritari d'intervento nei prossimi quindici anni.

I recenti rapporti dell'Ufficio Onu per la riduzione del rischio (Unisdr), anche negli ultimi dieci anni la frequenza e gli effetti delle catastrofi e delle emergenze sono cresciuti, con costi che raggiungono ormai i 300 miliardi di dollari annui.

"Ogni dollaro investito nella prevenzione - ha osservato a Tokyo Jim-yong Kim, presidente della Banca Mondiale, nel corso di un incontro con la stampa estera - vale 36 dollari in termini di benefici economici". Per questo, le attività di prevenzione, pianificazione e preparazione, assumono sempre maggiore rilievo.

L'evento, che si tiene a cadenza decennale e che il Giappone ha ospitato nella precedente edizione di Kobe 2005, prevede che la Dichiarazione politica metta in risalto l'indispensabile e pieno coinvolgimento di tutti gli attori rilevanti: dalle organizzazioni internazionali e dalle Ong, alle amministrazioni locali, alle comunità vulnerabili e al settore privato.

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SDA-ATS