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GINEVRA - La Convenzione che mette al bando le bombe a grappolo è in vigore da oggi. Ne proibisce la produzione, l'uso, lo stoccaggio e il trasferimento. La Convenzione, firmata nel dicembre 2008 a Oslo da 107 paesi, è stata ratificata da trenta nazioni.
Per il segretario generale dell'ONU Ban Ki-Moon l'entrata in vigore della Convenzione rappresenta "un passo avanti importante" per liberare il mondo di questa arma "ignobile".
Secondo i sostenitori della messa al bando di questo tipo di armi, lo stock mondiale delle "cluster bombs" è di un miliardo di esemplari. I paesi che ne possiedono il maggior numero, Stati Uniti, Cina, Russia e Israele si sono rifiutati di firmare la Convenzione.
Dei ventinove paesi della NATO, ventidue hanno, invece, sottoscritto l'accordo. Fra questi Gran Bretagna, Francia e Germania, che dispongono, ciascuna, di 50 milioni di esemplari. L'Italia ha firmato il testo, ma non figura nella lista dei paesi che hanno proceduto alla ratifica.
Il presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), Jakob Kellenberger, ha accolto con favore l'entrata in vigore della Convenzione, sottolineando che questo "momento storico" servirà a "stigmatizzare" l'uso delle bombe a frammentazione, che sono state usate nei conflitti in Vietnam, nel Balcani, e in Libano nel 2006, e continuano a fare vittime, soprattutto fra i bambini.
Dall'8 al 12 novembre 2010, gli Stati coinvolti si riuniranno a Vientiane (Laos) per stabilire un piano d'azione per applicare la Convenzione e le procedure per il monitoraggio dei progressi.
La Svizzera è stata fra i primi Paesi ad aver firmato il testo, ma non figura ancora nella lista degli Stati che hanno proceduto alla ratifica. Dovrebbe entrarvi nel 2011, quando sarà adottata una modifica della legge sul materiale da guerra.

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SDA-ATS