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Le migliaia di eritrei che fuggono ogni mese dal loro paese hanno diritto a beneficiare di una protezione in qualità di rifugiati in Europa. Lo afferma oggi l'ONU. Le autorità di Asmara perpetrano infatti atrocità equivalenti a crimini contro l'umanità.

"Il gran numero di persone che fugge da questo piccolo paese, quasi 5'000 ogni mese, costringe il mondo a non ignorare più le massicce violazioni dei diritti umani in Eritrea", ha dichiarato il presidente della commissione d'inchiesta dell'ONU, l'australiano Mike Smith, davanti al Consiglio dei diritti umani a Ginevra.

Egli ha chiesto ai paesi in cui giungono migranti eritrei in Europa, Nordafrica e Medio Oriente di continuare a offrire loro una protezione e di non rinviarli in patria, dove rischiano di essere puniti per aver lasciato il paese senza autorizzazione.

"Chi crede che gli eritrei partano solo per ragioni economiche ignorano il triste bilancio del paese in materia di diritti umani", ha aggiunto Smith. La comunità internazionale deve insistere perché Asmara avvii vere riforme.

Nel suo rapporto la commissione d'inchiesta afferma che l'Eritrea è "uno Stato totalitario che controlla la popolazione attraverso un vasto apparato di sicurezza in tutti i settori della società". Le massicce violazioni avvengono "a un livello mai constatato altrove".

La tortura è largamente diffusa nei centri di detenzione. Il governo è responsabile di esecuzioni sommarie, schiavitù sessuale e lavori forzati, e i giovani sono sottoposti a un servizio militare di durata illimitata.

L'Eritrea è il secondo paese d'origine dei migranti che tentano di attraversare il Mediterraneo, dopo la Siria. Nel 2014 l'Alto commissariato dell'ONU per i rifugiati aveva censito 417'000 rifugiati eritrei nel mondo. In Svizzera l'anno scorso avevano chiesto l'asilo quasi 7'000 eritrei, su un totale di 23'765 domande.

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SDA-ATS