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L'ambasciatrice americana all'Onu Nikki Haley (foto d'archivio)

KEYSTONE/AP/SETH WENIG

(sda-ats)

Gli Usa non sono a favore della pena di morte inflitta per relazioni gay, ha spiegato l'ambasciatrice americana all'Onu, Nikki Haley.

Il caso è montato dopo che gli Usa hanno votato no alla risoluzione di condanna da parte del Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu della pena capitale, anche se per la prima volta tra i reati citati per cui è prevista, vi sono le relazioni omosessuali. Un voto che ha creato polemiche.

A fare scalpore è stato il 'no' degli Usa, affiancati da altri 12 Paesi, tra cui Cina, Arabia Saudita e Qatar (la mozione è stata approvata con 27 sì e 7 astenuti).

"Fatto: il voto a Ginevra è lo stesso avvenuto durante l'amministrazione Obama, non è un voto contro la comunità Lgbt", ha scritto Haley su Twitter, omettendo di precisare però che in precedenza non figuravano le relazioni gay.

"Fatto: non c'è stato nessun voto degli Stati Uniti all'Onu a sostegno della pena capitale per i gay. Abbiamo sempre lottato per la giustizia verso la comunità Lgbt", ha aggiunto in un altro messaggio.

Nikki Haley ha poi osservato che gli Usa non potevano votare a favore della risoluzione visto che difendono l'uso della pena di morte nel sistema giudiziario. Contro la decisione, però, si è scagliata ugualmente Susan Rice, ex ambasciatrice Usa all'Onu durante l'amministrazione Obama. "Vergogna Stati Uniti", ha commentato dopo il voto al Consiglio dei Diritti Umani. "Sono orgogliosa di aver portato gli sforzi dell'America all'Onu per proteggere la comunità Lgbt - ha aggiunto Rice - quando l'America sosteneva i diritti umani per tutti".

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SDA-ATS