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Orologi: in giugno forte calo vendite estero, ma Cina in ripresa

Il settore orologiero non vede ancora la fine del tunnel. KEYSTONE/AP/MARK LENNIHAN sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 21 luglio 2020 - 12:00
(Keystone-ATS)

Le vendite di orologi svizzeri all'estero si sono presentate in forte calo anche in giugno, ma la contrazione è stata attenuata dalla Cina, che è in già in ripresa. Per l'insieme dell'anno è attesa una flessione del 30%.

Stando ai dati diffusi oggi dalla Federazione dell'industria orologiera (FH) nel sesto mese dell'anno le esportazioni si sono attestate a 1,13 miliardi di franchi, il 35% in meno dello stesso periodo dell'anno scorso. In termini di volumi la flessione è stata pari al 48%, con 0,9 milioni di pezzi smerciati.

Giugno presenta quindi un nuovo crollo, ma meno marcato di quelli di maggio (-67%) e aprile (-81%). Il primo semestre si chiude con una contrazione del 36%.

A livello regionale e tornando al mese dedicato a Giunone, cinque dei sei principali mercati presentano sensibili passi indietro: gli Stati Uniti segnano -57%, Hong Kong -55%, il Regno Unito -45%, Singapore -26% e la Germania -21%. In contro tendenza è invece la Cina, che beneficia di un balzo del 48% a 188 milioni di franchi. Il paese è stato la prima vittima della pandemia ed è quindi il primo candidato alla ripresa, ricorda FH.

Poco significativo, in quanto sostanzialmente uniforme nei singoli comparti, appare l'andamento delle esportazioni in relazione ai segmenti di prezzo. Gli orologi di meno di 200 franchi hanno mostrato un calo del 48% in termini di valore, la gamma 200-500 una flessione del 37%, il comparto 500-3000 un arretramento del 39% e la fascia oltre 3000 franchi un passo indietro del 33%.

Per la Federazione orologiera è anche tempo di stilare i primi bilanci intermedi: la fine del primo semestre non viene considerata come il termine di un ciclo, bensì un periodo di transizione tra uno shock senza precedenti e un lungo ritorno alla normalità. L'organizzazione sottolinea l'elevato grado di incertezza delle previsioni, sia riguardo alla flessione delle vendite, sia sui tempi necessari per il ritorno alla normalità.

La fiducia dei consumatori è un fattore chiave per la ripresa, affermano i vertici di FH. In un momento in cui tutti gli occhi sono puntati sulla Cina, che sta mostrando i primi segni di ripresa, molti aspetti pesano ancora in modo negativo. Hong Kong è praticamente a un punto morto, subendo le conseguenze sia della crisi sanitaria che della sua situazione politica. Gli Stati Uniti sono duramente colpiti dalla pandemia e l'Europa soffre per la drastica riduzione del turismo internazionale, che sta penalizzando gravemente l'intero settore del commercio al dettaglio.

Stando agli operatori interessati il turismo internazionale non tornerà alla normalità per altri tre anni, costituendo così un freno duraturo alle vendite di prodotti di lusso, compresi gli orologi. Nel complesso secondo FH il ritorno alla normalità per l'industria orologiera svizzera rientra in una prospettiva di medio e lungo termine. Per quanto riguarda il breve periodo, le esportazioni di orologi dovrebbero riflettere una contrazione del mercato di circa il 30% nel 2020, con differenze talvolta marcate a seconda dei diversi attori.

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