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Non c'è pace nell'India degli orrori dove ogni giorno, sfogliando i giornali o guardando la tv si scoprono vicende a sfondo sessuale violento che coinvolgono donne inermi, ragazzine 'dalit' (fuori casta) e anche bambini poveri mandati in istituti che si suppone debbano tutelarli e che invece diventano luoghi di tortura e di sofferenza.

Così nell'ennesima incredibile storia di malcostume indiano, due responsabili di un centro di assistenza per bambini gestito senza licenza nello Stato indiano di Maharashtra sono stati arrestati quando la polizia ha scoperto che i piccoli ospiti, di età fra quattro e 15 anni, erano obbligati a pratiche sessuali fra di loro e con adulti. Se si rifiutavano, è emerso dall'inchiesta, erano torturati e costretti a mangiare feci.

Gli arrestati sono il presidente del Chandraprabha Charitable Trust, Ajit Dabholkar, e la manager della falsa ong, Lalita Tonde.

La sordida vicenda, che durava da molto tempo nel centro nel villaggio di Takve, distretto di Karjat, a 60 chilometri da Mumbai, è venuta alla luce quando uno dei bambini, tornato a casa per le vacanze estive, ha descritto alla mamma i patimenti a cui era sottoposto quotidianamente. La donna ha immediatamente denunciato il caso alla ong Raigad Child Helpline che si è rivolta alla polizia.

Anuradha Sahasrabuddhe, attivista della Childline di Pune ha riferito che un'indagine ha permesso di confermare che i ragazzini erano obbligati ad avere rapporti sessuali fra loro e con lo staff. Il tutto sistematicamente filmato. L'attivista ha aggiunto che se non si sottomettevano agli abusi, "i bambini erano obbligati a mangiare escrementi di cane e venivano poi segregati. Se sputavano l'impossibile cibo, venivano costretti ad inghiottire il vomito".

Il lavoro investigativo della polizia, complesso perché i 32 ospiti sono attualmente rientrati a vivere con le famiglie, ha permesso di verificare che almeno cinque ragazzini fra gli undici ed i 15 anni, sono stati sessualmente abusati.

I media indiani sono concentrati ancora sul cambio di governo e l'arrivo al potere del premier del Bjp, Narendra Modi, ma sono costretti a dare continui aggiornamenti su questa "casa degli orrori" del Madhya Pradesh, sulle sorelline stuprate e strangolate e impiccate ad un albero di mango in un villaggio dell'Uttar Pradesh e, oggi, su un uomo che ha violentato per tre mesi, con la complicità della moglie a Morena, sempre in Madhya Pradesh, una bambina di 14 anni, mettendola incinta.

Ma la "casa degli orrori" di Karjat potrebbe avere ora una tremenda appendice perché nelle indagini in corso da parte della polizia è emerso che cinque anni fa il marito della manager, Lalita Tonde, è scomparso ed è poi stato trovato morto "per cause accidentali". Due anni fa, invece un ragazzo di nove anni, Urshan S.Tonde, anche lui parente della donna, è stato trovato impiccato in una stanza del centro di accoglienza.

Queste morti, ha detto Baban Patil, leader del movimento Shiv Sena vicino al Bjp di Modi, "debbono essere indagate a fondo perché potrebbero essere collegate, soprattutto la seconda, con gli abusi contro i bambini".

SDA-ATS