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BERNA - Il Dipartimento federale degli affari esteri ha confermato la pianificazione di azioni militari per la liberazione degli ostaggi svizzeri in Libia. Il Consiglio federale - ha indicato oggi la presidente della Confederazione Doris Leuthard - ne è stato informato nella seduta del 3 febbraio 2010.
L'esecutivo deplora "con la massima fermezza" le indiscrezioni publicate dalla stampa negli scorsi giorni, pur asserendo che tali "opzioni militari erano legittime".
Venerdì scorso indiscrezioni di stampa avevano parlato di progetti concreti di intervento svizzero in Libia per liberare i due ostaggi svizzeri Max Göldi e Rachid Hamdani via il deserto algerino o quello del Niger, a fine 2008 e inizio 2009. Si è persino parlato di un'azione via mare con l'ausilio di un sottomarino. Sempre stando alle indiscrezioni, nella seduta governativa di venerdì scorso l'ex presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz si sarebbe arrabbiato con la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey, rimproverandole di non averlo informato. La ministra ha respinto gli addebiti in interviste apparse sulla stampa domenicale.

SDA-ATS