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Ostaggi svizzeri: Rachid Hamdani dovrebbe essere già in Svizzera

BERNA - Rappresentanti del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) hanno potuto far visita a Max Göldi. L'ostaggio rimasto in Libia "sta bene viste le circostanze", ha indicato il DFAE all'ATS.
Secondo le fonti, le condizioni di detenzione di Göldi sono corrette. L'ambasciata svizzera a Tripoli e diplomatici dell'Unione europea sono in contatto con lui.
Secondo Amnesty International (AI), Max Göldi si trova carcere di Al-Jeida, vicino a Tripolis, una "prigione modello libica". Le celle sono spaziose e pulite e alcune hanno anche la televisione, ha detto il portavoce Daniel Graf all'ATS. La prigione ha un'infermeria, una biblioteca e diversi atelier. L'organizzazione umanitaria ha potuto visitarla nel maggio del 2009.
Göldi si trova in una sezione riservata a persone accusate di delitti non gravi. Stando a quanto promesso dalle autorità libiche, dovrebbe poter ricevere visite. È importante anche il fatto che il carcere dipenda dal ministero della giustizia e non dalla polizia giudiziaria, ha sottolineato Graf. Quest'ultima è stata più volte criticata da AI per violenze sugli oppositori politici.
D'altro canto, la Commissione Europea riferisce che segue "da vicino" gli sviluppi della controversia dei visti per lo spazio di Schengen che contrappone la Libia alla Svizzera e rinnova l'auspicio che la vicenda si "possa risolvere attraverso i negoziati diplomatici che sono in corso".
"Speriamo che tutti gli sforzi a tutti i livelli possano far superare questa situazione" dovuta all'iniziativa "unilaterale e sproporzionata" assunta dalle autorità libiche, ha sottolineato Michele Cercone, portavoce della commissaria agli affari interni Cecilia Malmstrom. Il portavoce ha ribadito che sta al singolo paese aderente alla zona Schengen definire chi è "persona non grata" e inserirla nel sistema di informazione Schengen.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, Cercone ha anche detto di non essere a conoscenza di paesi che vorrebbero ridiscutere il meccanismo, già alla riunione dei ministri degli Interni Ue, prevista per questo giovedì a Bruxelles.

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