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Immagine di un'impresa (archivio)

KEYSTONE/MARA TRUOG

(sda-ats)

Ulteriori segnali incoraggianti per l'industria svizzera: l'indice dei responsabili degli acquisti (Purchasing Manager's Index, PMI) si è attestato in giugno a 60,1 punti, 4,5 punti in più di maggio e livello più elevato dal febbraio 2011.

Valori superiori a 60 erano stati finora registrati solo in fasi di boom, vale a dire nel 1999-2000, nel 2005-2008 e nel 2010-2011, sottolineano in un comunicato odierno gli economisti di Credit Suisse, che interpretano i dati raccolti mensilmente in un sondaggio dall'associazione di categoria Procure.ch.

Il dato rilevato in giugno è nettamente superiore alle attese: gli analisti interrogati dall'agenzia Awp scommettevano su valori compresi fra 55,8 e 56,3 punti.

I principali subcomponenti hanno avuto una solida evoluzione. Quello della produzione è balzato di 10 punti salendo a 63,4 punti, record dal luglio 2010. Gli ordinativi sono aumentati a 59,9 (+0,4) e i tempi di consegna sono diventati più lunghi (+1,5 a 65,3).

La buona evoluzione avrà un impatto anche sul lavoro: le prospettive d'impiego hanno infatti raggiunto 58,1 punti, in netto aumento rispetto al 51,8 di maggio.

Nei due mesi precedenti l'indice PMI era arretrato. Da gennaio 2016 è comunque costantemente sopra la soglia di crescita di 50 punti e da diversi mesi oltrepassa pure la media pluriennale di 53,7 punti.

L'indice PMI è considerato uno dei principali indicatori dell'andamento futuro dell'economia elvetica, insieme al barometro del KOF. Anche quest'ultimo è salito chiaramente in giugno (+3,5 punti a 105,5) e si trova nettamente al di sopra della media pluriennale.

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SDA-ATS