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Pacifico: siccità, arcipelaghi senza acqua potabile

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2011 - 12:21
(Keystone-ATS)

La grave siccità che ha colpito il Pacifico meridionale sta lasciando senza acqua potabile diversi stati-arcipelago della regione, dove non piove da mesi e le falde acquifere sono contaminate dal sollevamento dei mari, dovuto al cambiamento climatico. I raccolti appassiscono, le scuole hanno chiuso i bagni e gli abitanti si lavano nelle lagune.

Gli arcipelaghi di Tuvalu e Tokelau (11.000 e 1400 abitanti) hanno dichiarato lo stato di emergenza, dipendono dall'acqua in bottiglia portata in aereo dalla Nuova Zelanda e chiedono impianti di dissalazione, mentre in parti delle Samoa l'acqua viene già razionata. Anche se ancora nessuno soffre la sete, le autorità sono preoccupate per i problemi logistici di rifornimento alle popolazioni di acqua sufficiente per sopravvivere, e per i problemi sanitari che possono sorgere.

Secondo i climatologi, la siccità è legata al fenomeno ciclico "La Niña" che causa eventi meteorologici estremi, sia siccità che inondazioni, e i prossimi mesi non porteranno sollievo. Il sollevamento dei livelli del mare aggrava il problema, poiché l'acqua salata penetra nelle riserve sotterranee di acqua dolce, che viene estratta attraverso i pozzi.

Le autorità si concentrano finora sui problemi di rifornimento di breve termine e dichiarano di non aver avuto il tempo di pensare alle soluzioni di lungo termine.

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