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La confusione regna totale in Kosovo, sprofondato in una nuova, grave crisi politica e istituzionale, dopo che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima l'elezione, il 22 febbraio scorso, del presidente della repubblica Behgjet Pacolli, avvenuta in modo irregolare e in violazione delle norme previste dalla costituzione.

Dopo che ieri aveva annunciato di aver lasciato l'incarico, rispettando la presa di posizione dell'Alta Corte, Pacolli - in un'intervista radiofonica - ha detto oggi che non c'è alcuna necessità di un annuncio formale delle sue dimissioni.

"Non vi è alcuna necessità di dimettermi, visto che in pratica ho lasciato la carica di presidente. L'intero processo dovrà ripartire da zero", ha detto Pacolli a Radio Dukagjini. In altre parole, Pacolli, almeno questo sembra emergere, non assolve più le funzioni di presidente, anche se non è richiesta una dichiarazione formale di dimissioni.

Sarà ora il parlamento a decidere il da farsi, convocando una nuova elezione presidenziale o decidendo il suo scioglimento, e aprendo così la strada a nuove elezioni. Ipotesi quest'ultima per la quale si era detta favorevole la Corte costituzionale. Secondo gli osservatori, una decisione al riguardo non è attesa entro la fine di questa settimana.

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SDA-ATS