Il Pakistan ha eseguito in sei mesi 180 condanne a morte, ma in occasione del mese santo del Ramadan le esecuzioni sono sospese per ordine del governo. Lo scrive oggi The Express Tribune.

Dopo un cruento attacco in dicembre ad una scuola pubblica di Peshawar gestita dall'esercito, durante cui il Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP) ha ucciso oltre 140 persone, per lo più studenti, il premier Nawaz Sharif ha revocato la moratoria sulle esecuzioni delle pene di morte che era stata introdotta nel 2008.

Fra le province nelle cui prigioni sono state eseguite le condanne, il Punjab ha fatto la parte del leone (153), seguito da Sindh (15), Khyber Pakhtunkhwa (5), Baluchistan (5) e Azad Kashmir (2).

Nelle carceri pachistane vi sono circa 8.000 persone condannate a morte. La revoca della moratoria sulla esecuzione delle condanne è stata criticata da vari Stati, dall'Onu, dalla Ue e da numerose ong internazionali.

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