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Un tribunale pakistano ha riconosciuto cinque uomini colpevoli della lapidazione di una giovane donna incinta, perché si era sposata contro il volere della sua famiglia. Il padre, due fratelli ed un cugino della vittima sono stati accusati di omicidio, tortura e terrorismo.

Farzana Parveen, 25 anni, era stata picchiata a morte lo scorso maggio a colpi di mattoni da trenta persone, tra cui molti membri della sua famiglia, all'ingresso del tribunale di Lahore, nell'est del paese. La ragazza stava per testimoniare proprio contro i parenti che accusavano il marito di averla rapita.

La lapidazione, avvenuta davanti alla polizia impassibile, aveva suscitato l'indignazione internazionale, spingendo il premier Nawaz Sharif a chiedere un intervento immediato per catturare gli assassini.

Centinaia di donne vengono uccise ogni anno in Pakistan da parenti per difendere "l'onore" delle loro famiglie.

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SDA-ATS