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È salito a 650 morti il bilancio delle vittime del caldo record che da tre giorni sta stringendo d'assedio la metropoli di Karachi e diverse altre città del sud del Pakistan.

Lo ha riferito oggi il responsabile della provincia meridionale del Sindh, Syed Qaim Ali Shah, parlando all'assemblea legislativa locale.

Le autorità hanno deciso di chiudere gli uffici e le scuole per prevenire altri decessi. L'ondata di calura, con punte massime di 45 gradi registrate nei giorni scorsi, continuerà ancora fino a domani secondo i meteorologi. Nella città portuale di oltre 23 milioni di abitanti è stato dislocato l'esercito con il compito di allestire dei centri di emergenza per trattare i collassi da caldo.

Il premier Nawaz Sharif ha mobilitato l'Autorità nazionale per la prevenzione delle calamità (Ndma) chiedendo di intervenire a sostegno della popolazione del Sindh. Ad aggravare la situazione sono inoltre i frequenti black-out di corrente elettrica che hanno sollevato anche delle proteste di piazza.

Il clima torrido, abbastanza consueto prima dell'arrivo del monsone, coincide con il digiuno musulmano del Ramadan in cui è proibito bere o mangiare durante le ore diurne.

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SDA-ATS