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Continuano le impiccagioni in Pakistan dove oggi altri sei detenuti sono saliti sul patibolo, dopo la revoca della moratoria sulle esecuzioni delle condanne a morte decisa dal governo nel dicembre scorso.

I sei reclusi che si trovavano da anni nel braccio della morte sono stati tutti impiccati in città (Lahore, Rawalpindi e Dera Ghazi Khan) nella provincia centrale di Punjab. Fra loro anche Zaman, che 22 anni fa, nel settembre 1993, uccise durante un comizio Ghulam Haider Wyne, allora governatore ('chief minister') del Punjab.

La revoca della moratoria è stata decisa dopo un cruento attacco da parte dei talebani del Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP) ad una scuola pubblica militare di Peshawar nel dicembre 2014 che ebbe un bilancio di quasi 150 vittime, per lo più studenti. Da allora circa 260 detenuti che vivevano nel braccio della morte sono stati impiccati. Di questi, però, solo una decina erano accusati di reati di terrorismo.

Lo scorso 7 ottobre il sottosegretario agli Interni pachistano, Baleeghur Rehman, ha rivelato in Senato che nel braccio della morte delle prigioni del Paese vi sono attualmente 6.016 detenuti.

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SDA-ATS