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ISLAMABAD - Il cruento attacco di due aerei senza pilota statunitensi, l'ennesimo di una lunga serie quest'anno nelle zone tribali pachistane, ha causato oggi la morte di almeno 18 militanti fondamentalisti e ricordato che Washington ha fretta di venire a capo della resistenza dei talebani e di Al Qaida che attaccano dal territorio pachistano le truppe internazionali in Afghanistan.
I droni, levatisi all'alba in simbolica coincidenza con l'arrivo ad Islamabad del capo degli Stati maggiori Usa Mike Mullen, hanno lanciato quattro razzi che hanno centrato un nascondiglio dei talebani nel villaggio di Dwasarak, nel distretto del Waziristan meridionale, a chilometri dal confine con l'Afghanistan.
L'ammiraglio Mullen si trova da giorni nella regione, e dopo aver assistito alla Conferenza di Kabul che ha avviato il processo di transizione in Afghanistan, si e' trasferito a New Delhi dove ha promosso la firma di una intesa bilaterale per la lotta al terrorismo.
In una conferenza stampa finale in India, l'ufficiale Usa ha lodato l'impegno del Pakistan nella lotta ai talebani ed agli altri oppositori armati, anche se lo ha incoraggiato ad accentuare la pressione sul Waziristan (meridionale e settentrionale), esplosiva regione delle cosiddette Aree tribale amministrate federalmente (Fata), dove si sospetta si trovino addirittura Osama bin Laden e il Mullah Omar.
Mullen ha quindi attaccato l'organizzazione di Jalaluddin Haqqani, formata da talebani vicini ad Al Qaida basati nel Waziristan settentrionale, che e' stata da lui definita "la rete piu' letale" con cui gli Stati Uniti devono fare i conti in Afghanistan.
Le sue parole sono state accompagnate da fatti dal ministero del Tesoro americano che ha annunciato venerdi' di aver congelato i beni di tre capi della Rete Haqqani, includendola cosi' di fatto nella 'blacklist' statunitense.

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SDA-ATS