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Pakistan: bimba "blasfema", testimoni contro imam ritrattano

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 ottobre 2012 - 12:11
(Keystone-ATS)

Un tribunale ha esaminato oggi ad Islamabad una richiesta di libertà dietro cauzione presentata dai legali dell'imam Khalid Jadoon, arrestato con l'accusa di aver costruito prove per incolpare di blasfemia la bambina cristiana Rimsha Masih, dopo che tre testimoni che lo accusavano hanno ritrattato, sostenendo che la dichiarazione è stata loro "estorta con la forza" dalla polizia.

Il giudice di primo grado ha però rinviato la decisione all'11 ottobre ritenendo necessario un chiarimento da parte dell'Alta Corte di Islamabad sulla portata di una sua ordinanza di sospensione di tutti i processi riguardanti il caso di Rimsha in attesa di una sentenza della stessa Alta Corte sulla validità della denuncia che ha portato il 16 agosto scorso all'arresto della bambina cristiana.

Alcune settimane fa la polizia ha presentato un rapporto sull'incidente sostenendo che non esiste alcuna prova diretta della colpevolezza di Rimsha per il reato di blasfemia, e che piuttosto era necessario approfondire l'operato dell'imam della moschea, Khalid Jadoon, che si proponeva lanciando questo caso di allontanare tutti i cristiani dal villaggio di Mehrabadi, alle porte della capitale.

Ieri però i tre testimoni (Hafiz Owais, Khurram Shahzad and Danish Ahmed) che avevano depositato una dichiarazione presso il commissariato di polizia sostenendo che il religioso aveva aggiunto due pagine bruciate di un Corano ad un sacchetto di plastica gettato da Rimsha, hanno improvvisamente ritrattato.

Ora in una nuova dichiarazione sostengono che la precedente è stata loro "estorta con la forza" dalla polizia e che non hanno mai visto l'imam strappare le pagine di un Corano e aggiungerle alle prove contro la bambina cristiana".

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