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BERNA - L'Aiuto delle chiese evangeliche della Svizzera (ACES) ha deciso di portare da 200'000 a 500'000 franchi il suo contributo in favore delle vittime delle inondazioni in Pakistan. Gli interventi, coordinati con la Anatolian Development Foundation (ADF), vengono condotti principalmente nel distretto di Malakand, a sud della valle dello Swat, indica l'ACES in una nota odierna.
In questa regione, una delle più colpite dalle alluvioni, verranno distribuiti in un primo tempo generi alimentari, utensili da cucina e articoli igienici a un totale di circa 25'000 persone. L'ACES, che può contare su una grande esperienza nel paese asiatico, era già intervenuto in aiuto delle vittime del terremoto del 2005.
Da parte sua la Catena della Solidarietà, a dieci giorni dall'apertura di un conto corrente destinato alle vittime delle inondazioni, ha finora raccolto 800'000 franchi. È stato necessario lanciare un secondo appello alla generosità degli svizzeri, ha spiegato stamani all'ATS la portavoce Priska Spörri. "Ora però vengono versati giornalmente circa 200'000 franchi".
La relativa difficoltà osservata nella raccolta di fondi, se raffrontata per esempio al terremoto ad Haiti o allo Tsunami nell'Oceano Indiano, è da ricercare nella carenza di rapporti diretti tra svizzeri e Pakistan.
Ai problemi logistici incontrati nelle aree colpite, va ad aggiungersi la mancanza di partner locali affidabili, dopo che numerose organizzazioni intervenute dopo il terremoto del 2005, hanno lasciato il paese per ragioni di sicurezza. La Catena non ha ancora deciso se organizzare una giornata nazionale di solidarietà.

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SDA-ATS