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PESHAWAR - Un nuovo attentato dinamitardo - il secondo in due giorni - attribuibile ai talebani ha causato almeno 20 morti e oltre 50 feriti a Kohat, una città del nord-ovest del Pakistan. Una strage che porta a circa 130 le vittime degli integralisti islamici da quando, una settimana fa, i Talebani avevano ripreso a compiere attenti terroristici dopo un mese di pausa coincisa con le peggiori inondazioni della storia del paese.
Un'autobomba è esplosa all'ingresso di un centro residenziale che ospita il quartier generale della polizia e tra le vittime ci sono sei poliziotti e anche almeno quattro donne e due bambini. L'attentato in serata non era stato ancora rivendicato ma è avvenuto solo poche ore dopo che un portavoce talebano aveva minacciato nuovi attacchi-suicida contro esponenti del governo e delle forze dell'ordine in risposta a bombardamenti americani compiuti da droni, aerei senza pilota, in aree tribali del Pakistan.
Solo ieri 19 persone, tra cui poliziotti e bambini, era rimaste uccise in un attentato dinamitardo suicida contro un commissariato di polizia in un'altra città del nord-ovest, Lakki Marwat. Dal primo settembre erano stati registrati altri due attentati con 59 e 31 morti, rispettivamente a Quetta e Lahore.

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SDA-ATS