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ISLAMABAD - L'ufficio meteorologico pachistano ha previsto nuove piogge monsoniche per i prossimi tre giorni. Il maltempo rischia di aggravare l'emergenza che nell'ultima settimana ha colpito 3,2 milioni di persone nel nord-ovest, causato 1.500 vittime e creato ingenti danni alle infrastrutture e all'agricoltura.
Secondo quanto riporta oggi Dawn News, i senzatetto sono circa 300.000 e molti di loro sono ancora intrappolati nelle zone alluvionate in attesa dei soccorsi che vanno a rilento a causa delle strade bloccate e del crollo di ponti.
Il primo ministro, Yusuf Raza Gilani, ha convocato una riunione di emergenza del governo per valutare i danni della calamità e coordinare la distribuzione degli aiuti. Secondo alcuni fonti di stampa, c'è molto malcontento tra gli alluvionati, che accusano il governo di inefficienza e di incapacità nel gestire la crisi che ha colpito aree già stremate da anni di operazioni militari contro i talebani e i gruppi integralisti islamici.
Le Nazioni Unite hanno detto che si tratta di "un grave disastro umanitario" e stanno preparando un nuovo appello per i donatori internazionali. Il presidente dell'Authority nazionale per la gestione dei disastri naturali, Nadeem Ahmad, stima che gli alluvionati siano circa 1,5 milioni nella provincia nord occidentale di Khyber Pakhtukhwa e un numero simile nella provincia centrale del Punjab.
Nei prossimi giorni, si temono inondazioni anche nella provincia meridionale del Sindh, dove è scattata l'allerta. Desta preoccupazione anche il livello della diga di Warsak, la terza più grande diga pachistana, che sorge nei pressi della città nord-occidentale di Peshawar. Le autorità locali sono pronte a far scattare l'ordine di evacuazione per gli abitanti in caso di tracimazione.

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SDA-ATS