È l'Isola che non c'era. E che oggi c'è. Un isolotto di fango e sassi emerso nel mare Arabico a poca distanza dalle coste del Baluchistan, dopo il terremoto di magnitudo 7.8 che ha colpito ieri il Pakistan.

Alto circa 20 metri e lungo una settantina, è apparso agli occhi increduli di pescatori e residenti di Gwadar, a 400 chilometri di distanza dall'epicentro del sisma.

A far emergere la piccola Atlantide - da una profondità di soli 6-7 metri - sarebbe stato "un effetto indiretto del terremoto", spiega il sismologo italiano Gianluca Valensise dell'Istituto di Geofisica e Vulcanologia: la scossa potrebbe avere generato pressioni elevate che avrebbero causato la liquefazione dei sedimenti sottomarini, emersi in superficie attraverso una frattura.

La zona è ricca di gas, riferiscono esperti dell'Istituto nazionale di Oceanografica del Pakistan ai media locali.

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