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Oltre 440 militanti islamici sono stati finora uccisi nella campagna militare dell'esercito pachistano nel distretto tribale del Nord Waziristan, nel nord ovest del Pakistan, lanciata a metà giugno. Lo ha detto il portavoce dell'esercito, il generale Asim Bajwa in un incontro con la stampa a Islamabad.

Nel dettaglio, il bilancio delle vittime è di 447 sospetti terroristi e 26 soldati. Nei bombardamenti sono stati distrutti 88 nascondigli. Il portavoce ha poi aggiunto che l'80% del capoluogo di Miranshah è ora controllato dall'esercito e che le truppe sono hanno iniziato le operazioni nella vicina Mir Ali.

Il numero di vittime non è tuttavia confermato da fonti indipendenti, in quanto le zone di guerra sono inaccessibili ai civili.

Il generale Bajwa ha sottolineato che l'obiettivo dell'operazione, chiamata "Zarb e Azb" (dalla spada di Maometto) è di "eliminare completamente le basi dei terroristi dal Nord Waziristan".

Intanto però i ribelli stanno opponendo una forte resistenza. Secondo quanto riferisce oggi l'ufficio stampa dell'esercito Ispr, tre soldati e sette militanti integralisti islamici sono morti in scontri a Mir Ali. Gli insorti avevano teso un agguato alle forze di sicurezza che stavano perlustrando l'area di Fatah Khel provocando la loro reazione. Altri sei soldati sono stati feriti.

L'operazione militare, avviata lo scorso 15 giugno dopo il fallimento dei negoziati con i talebani del Tehrik-e-taleban Pakistan (Ttp), ha causato un maxi esodo di quasi un milione di persone.

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SDA-ATS