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Papa Francesco mette in guardia contro gli arrampicatori nella Chiesa

Keystone/EPA AFP POOL/FILIPPO MONTEFORTE

(sda-ats)

Gli "arrampicatori", che pur di "salire in alto distruggono l'altro", sono una tipologia sociale da cui la Chiesa non è esente, tanto che tutti i grandi santi ne sono stati consapevoli". Lo ha detto papa Francesco.

"Ogni buon arrampicatore usa senza scrupoli l'arma delle chiacchiere", del parlare male dell'altro, e "sporcarlo". Questa la riflessione del Papa nella omelia della messa a Santa Marta, un giorno dopo la sua richiesta ai vescovi italiani riuniti in assemblea, di mettersi in ascolto della vita dei loro preti "semplici", che hanno rinunciato alle "ambizioni", pronti a "camminare con il popolo", "con il cuore e il passo dei poveri".

Commentando il racconto del Vangelo in cui Gesù chiama i suoi al servizio, e quelli disputano su chi debba essere il primo, papa Beroglio nella messa di questa mattina ha osservato: "È quello che è accaduto qui con gli apostoli, anche con la mamma di Giovanni e Giacomo, è una storia che accade ogni giorno nella Chiesa, in ogni comunità. 'Ma da noi, chi è il più grande? Chi comanda?' Le ambizioni. In ogni comunità, nelle parrocchie o nelle istituzioni, sempre questa voglia di arrampicarsi, di avere il potere".

"La vanità, il potere - ha riflettuto il Pontefice - È come quando ho questa voglia mondana di essere con il potere, non di servire, ma di essere servito, non si risparmia mai come arrivare: le chiacchiere, sporcare gli altri. L'invidia e le gelosie fanno questa strada e distruggono. E questo noi lo sappiamo, tutti. Questo accade oggi in ogni istituzione della Chiesa: parrocchie, collegi, altre istituzioni, anche nei vescovadi, tutti. La voglia dello spirito del mondo, che è spirito di ricchezza, vanità e orgoglio".

"Quando i grandi santi dicevano di sentirsi tanto peccatori - rammenta papa Francesco - è perché avevano capito questo spirito del mondo che era dentro di loro e avevano tante tentazioni mondane". "Nessuno di noi - ha ammonito - può dire: no, io sono una persona santa, pulita", "tutti noi siamo tentati da queste cose, siamo tentati di distruggere l'altro per salire in alto, "è una tentazione mondana che divide e distrugge la Chiesa".

Concludendo il Papa ha invitato a "pensare alle tante volte che noi abbiamo visto questo nella Chiesa e alle tante volte che noi abbiamo fatto questo, e chiedere al Signore che ci illumini, per capire che l'amore per il mondo, cioè per questo spirito mondano, è nemico di Dio". Vanità e mondanità, insieme con la corruzione, sono tra i mali della Chiesa e della società denunciati da papa Francesco dai primi giorni del pontificato, mentre dedicare la propria intera vita al servizio richiede una spoliazione non solo di beni, - pur necessaria perché gli uomini di Chiesa siano credibili - ma anche di vanità, opportunismi, prevaricazioni.

La voglia di essere con il potere è una tentazione di ogni uomo, ma particolarmente pericolosa per la Chiesa: quando le sue istituzioni cedono a tale tentazione, la Chiesa perde senso e ragion d'essere e perde la sua credibilità agli occhi del mondo.

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SDA-ATS