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Papa Francesco chiude oggi il suo storico viaggio a Cuba e negli Stati Uniti, con la giornata che conclude l'Incontro mondiale delle famiglie a Filadelfia.

L'agenda del Pontefice oggi prevede, alle 9.15 (le 15.15 inSvizzera), l'incontro con i vescovi ospiti del Meeting mondiale delle famiglie nella città americana. Quindi alle 11.00 (le 17.00 svizzere) visiterà i detenuti del carcere Curran-Fromhold.

Alle 16.00 (le 22.00 svizzere) è in programma la messa conclusiva dell'ottavo Incontro mondiale delle famiglie, nel Benjamin Franklin Parkway. L'appuntamento finale è alle 19.00 (l'una di lunedì in Svizzera) col saluto in aeroporto al comitato organizzatore, ai volontari e ai benefattori, mentre alle 19.45 (1.45) ci sarà la cerimonia di congedo.

La partenza del volto è prevista alle 20.00 locali (le due di notte in Svizzera), l'arrivo a Roma-Ciampino alle 10.00 di domani.

"Vale la pena lottare per la famiglia"

"Vale la pena lottare per la famiglia!", ha detto papa Francesco in un discorso pronunciato 'a braccio' alla veglia dell'Incontro mondiale delle famiglie, a Filadelfia. Il Pontefice ha incentrato il suo intervento, improvvisato e della durata di venti minuti, interrotto ripetutamente dagli applausi della folla, sulla "bontà, la bellezza, la verità" della famiglia.

"La società cresce buona, forte e solida se cresce sulla bontà e sull'amore della famiglia", ha detto. "Tutta la bellezza, tutta la verità, tutto l'amore Dio lo ha dato alla famiglia", ha insistito. "La famiglia ha una carta di identità divina - ha proseguito -. La carta di identità che ha la famiglia gliel'ha data Dio, perché nel suo seno crescano la verità, l'amore e la bellezza".

Il Papa ha anche ironizzato su sé stesso - "Padre, lei dice questo perché è uno 'scapolone'" - per dire delle difficoltà che ci sono nella famiglia: "Marito e moglie magari litigano. I bambini danno problemi. E non parliamo della suocera!".

"Però - ha aggiunto - nella famiglia c'è sempre vita, perché l'amore di Dio apre le porte alla vita. Per questo, la famiglia è una fabbrica di speranza, fabbrica di vita e fabbrica di resurrezione".

Francesco ha in particolare invitato a prendere cura dei bambini e degli anziani. "I giovani sono la forza, il futuro, gli anziani sono la memoria - ha osservato -. Un popolo che non sa curare i bambini, un popolo che non sa curare gli anziani è un popolo senza futuro, perché non ha la forza e non ha la memoria per andare avanti".

"Curiamo la famiglia, difendiamo la famiglia - ha quindi incitato il Papa, tra gli applausi - perché lì si gioca il nostro futuro!".

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SDA-ATS