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Papa: forza economia non basta, serve nuovo modello

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 settembre 2011 - 14:05
(Keystone-ATS)

Serve una ricetta nuova per "superare l'incertezza del precariato e il problema della disoccupazione". Un nuovo modello di sviluppo che metta al centro l'uomo, soprattutto chi ha meno, chi è disagiato. Lo ha detto oggi il Papa ad Ancona, di fronte a una folla di circa 100 mila persone, tra cui tante famiglie e tanti operai cassaintegrati-

Occorre un capovolgimento di prospettiva che inglobi l'etica, i valori, Dio, perchè la "forza del potere e dell'economia" non bastano ad organizzare le società. Altrimenti all'uomo resteranno "pietre" anzichè "pane", ha detto ancora il pontefice, recatosi nelle Marche a predicare di lavoro ed eucarestia e a dare una sferzata a chi della crisi si deve occupare.

Una sferzata che parla anche ai big della politica italiana presenti sulla spianata dove è stato allestito un grande palco bianco sormontato da una volta che guarda verso il mare.

Benedetto XVI ha condotto una riflessione sul senso dell'eucarestia e sul suo significato nella vita quotidiana in questa fase di crisi economica e di valori, ha ricordato che la libertà non va confusa con l'assenza di vincoli: si illude, dice il papa, chi pensa di poter fare da solo, chi pensa di poter mettere da parte Dio, confinandolo nella sfera del privato.

L'errore che hanno commesso anche "certe ideologie", che hanno inseguito la chimera di dare "a tutti sviluppo" e "benessere materiale". Ideologie che sono alla base di una crescita economica distorta e malata, che "hanno puntato a organizzare la società con la forza del potere e dell'economia". Ma "la storia dimostra, drammaticamente, come l'obiettivo di assicurare a tutti sviluppo, benessere materiale e pace prescindendo da Dio e dalla sua rivelazione si sia risolto in un dare agli uomini pietre al posto del pane". Ora bisogna voltare pagina e "serve un nuovo modello di sviluppo, "uno sviluppo sociale positivo, che ha al centro la persona, specie quella povera, malata o disagiata".

Il papa non dimentica che oggi è l'11 settembre, 10 anni dall'attacco alle Twin Towers: dopo la messa all'Angelus ha ricordato le vittime, i loro familiari e soprattutto ha rivolto un appello ai responsabili delle Nazioni, perchè rifiutino sempre la violenza come soluzione dei problemi, resistano alla tentazione dell'odio, operino per la solidarietà, la giustizia la pace.

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