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"In una società spesso ebbra di consumo e di piacere, di abbondanza e lusso, di apparenza e narcisismo", Gesù che nasce "ci chiama a un comportamento sobrio, cioè semplice, equilibrato, lineare, capace di cogliere e vivere l'essenziale".

Così si è espresso il Papa nella messa della notte di Natale.

"In un mondo che troppe volte è duro con il peccatore e molle con il peccato - ha detto -, c'è bisogno di coltivare un forte senso della giustizia, del ricercare e mettere in pratica la volontà di Dio".

"Questo Bambino ci insegna che cosa è veramente essenziale nella nostra vita", ha affermato il Pontefice nell'omelia. "Nasce nella povertà del mondo, perché per Lui e la sua famiglia non c'è posto in albergo - ha proseguito -. Trova riparo e sostegno in una stalla ed è deposto in una mangiatoia per animali. Eppure, da questo nulla, emerge la luce della gloria di Dio".

"A partire da qui - ha detto ancora Francesco -, per gli uomini dal cuore semplice inizia la via della vera liberazione e del riscatto perenne. Da questo Bambino, che porta impressi nel suo volto i tratti della bontà, della misericordia e dell'amore di Dio Padre, scaturisce per tutti noi suoi discepoli, come insegna l'apostolo Paolo, l'impegno a 'rinnegare l'empietà' e la ricchezza del mondo, per vivere 'con sobrietà, con giustizia e con pietà'".

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SDA-ATS