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Papa: la Chiesa come barca in balia della tempesta

Papa Francesco si prepara per celebrare l'Angelus. KEYSTONE/AP L'Osservatore Romano sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 09 agosto 2020 - 16:33
(Keystone-ATS)

La Chiesa è come una "barca in balia della tempesta", "in ogni epoca incontra venti contrari, a volte prove molto dure". Nell'Angelus di oggi il pontefice, partendo dalle letture del giorno, rievoca l'immagine di una Chiesa al centro della tormenta.

Ci sono le persecuzioni, gli attacchi esterni ma spesso anche una fede troppo spesso in bilico: "Tutti noi siamo gente di poca fede, tutti, anch'io", ammette Papa Francesco.

Il Papa ha parlato così all'Angelus con una piazza San Pietro che comincia a vedere anche la presenza di pellegrini stranieri. E sono alcune bandiere del Libano, all'interno del colonnato del Bernini che abbraccia la piazza, a muovere un nuovo appello per quella terra martoriata. Papa Francesco si rivolge alla comunità internazionale perché intervenga con "un generoso aiuto" ma parla direttamente anche alla Chiesa locale chiedendo di vivere in povertà, "senza lusso perché il vostro popolo soffre, e soffre tanto".

Sempre con uno sguardo all'estero, nel settantacinquesimo anniversario delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, in Giappone, Bergoglio ha rinnovato "l'invito a pregare e a impegnarsi per un mondo totalmente libero da armi nucleari".

La Chiesa è dunque come una "barca in balia della tempesta", ha detto il Papa. "Pensiamo a certe lunghe e accanite persecuzioni del secolo scorso e anche oggi in alcune parti. In quei frangenti, può avere la tentazione di pensare che Dio l'abbia abbandonata. Ma in realtà è proprio in quei momenti che risplende maggiormente la testimonianza della fede", "dell'amore" e "della speranza".

"Nei momenti bui, nei momenti di tristezza, Lui sa bene che la nostra fede è povera - tutti noi siamo gente di poca fede, tutti noi, anch'io, tutti - e che il nostro cammino può essere travagliato, bloccato da forze avverse". Il Papa ha poi assicurato: la mano del Padre "mai ci abbandona", "vuole sempre e solo il nostro bene". "Avere fede - ha concluso Papa Francesco - vuol dire, in mezzo alla tempesta, tenere il cuore rivolto a Dio, al suo amore, alla sua tenerezza di Padre".

Ad aprire la consueta preghiera mariana della domenica era stato un piccolo fuoriprogramma. I microfoni della piazza sembravano non funzionare e il Papa ha picchiettato in attesa che tutto fosse a posto. D'altronde l'Angelus resta ancora l'unico appuntamento della settimana dal vivo, nel quale, se pure a distanza, i pellegrini possono vedere il Papa che ancora, a causa dell'emergenza sanitaria, non ha ripreso gli incontri con i fedeli se non a numeri molto contingentati.

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