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Il Papa ammette che gli manca il fatto di poter girare liberamente, magari per poter andare in pizzeria senza essere riconosciuto. Spiega anche di avere la sensazione che il suo sarà un pontificato breve, anche se dice che potrebbe sbagliarsi. Non sembra intenzionato a dimettersi, e ribadisce l'apprezzamento per la scelta fatta da Benedetto XVI. Di papa Ratzinger apprezza anche la lotta contro gli abusi. Definisce la curia l'ultima corte d'Europa. Spiega perché non è capace di girarsi dall'altra parte di fronte ai mali del mondo. Indica nelle migrazioni e nel narcotraffico i problemi del Messico che non sono solo del Messico.

Papa Bergoglio lo dichiara in una bella e ampia intervista a Valentina Alazraki, storica vaticanista dell'emittente messicana Televisa, di cui la Radiovaticana fornisce una sintesi e il testo integrale in spagnolo.

Nel colloquio, pubblicato a due anni dalla elezione - papa Francesco affronta moltissimi temi caldi, tra cui il clericalismo nella curia, l'appello a non girarsi dall'altra parte nei confronti dei mali del mondo, il sinodo sulla famiglia - tra l'altro definisce smisurate le aspettative su temi complessi e delicati come quello della comunione ai divorziati risposati o in materia di omosessualità. Papa Francesco critica l'incapacità del clero di coinvolgere i laici a causa di un eccessivo clericalismo.

Anche per la curia, dice, ogni cambiamento inizia dal cuore - spiega il Papa - e comporta una conversione nel modo di vivere. Una conversione che coinvolge la stessa figura del Pontefice e che è alla base dei fuori protocollo che tanto entusiasmano il popolo di Dio. All'intervistatrice che accenna all'eventualità di un ritiro per limiti di età, come avviene per i vescovi, il Papa risponde di non condividere una simile evenienza per la figura del Pontefice - definisce il Papato una grazia speciale - ma dice anche di apprezzare la strada aperta da Benedetto XVI riguardo alla figura del Papa emerito. Una scelta coraggiosa la definisce, come coraggiosa fu la decisione di avere reso pubblica la gravità degli abusi commessi da alcuni membri della Chiesa contro i bambini e la necessità di prendersi cura delle vittime.

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SDA-ATS