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"Non è automatico - ha ammonito il Papa oggi durante l'udienza generale - che chi conosce la casa di Dio e conosce la sua misericordia sappia amare il prossimo".

Puoi conoscere "tutta la Bibbia, tutte le norme liturgiche, tutta la teologia, ma del conoscere non è automatico l'amare: l'amore ha un'altra strada, con intelligenza, ma qualcosa di più. Il sacerdote e il levita - ha detto riferendosi alla parabola del buon samaritano - vedono ma ignorano, guardano ma non provvedono, eppure non esiste vero culto se non si traduce in amore al prossimo".

"L'amore - ha detto ancora - non è un sentimento vago, ma significa occuparsi dell'altro pagando di persona, significa compromettersi, compiere tutti i passi necessari fino ad immedesimarsi con l'altro, questo vuole dire 'amerai il tuo prossimo come te stessò".

Il samaritano infatti "si comporta con vera misericordia, fascia le ferite" dell'uomo abbandonato lungo la strada dai briganti che lo avevano rapinato, "lo porta in albergo e provvede alla sua assistenza".

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SDA-ATS