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I giovani vogliono un mondo più giusto, hanno bisogno di futuro, e dunque non devono essere delusi. Il Papa lancia un appello ai Salesiani, la Congregazione che ha come carisma proprio quello di educare i giovani.

Dopo l'incontro di Valdocco a Torino, a fine giugno, il Papa ha inviato una lettera alla famiglia salesiana nel bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco. E ricorda ai religiosi che dalle crisi nascono non solo "ferite" ma anche "risorse" e per questo i ragazzi vanno accompagnati. E debbono essere aiutati anche nell'utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione, da internet ai social, che possono trovare anche una via cristiana.

Ci sono tanti giovani "a rischio di scoraggiamento, di anemia spirituale, di emarginazione" e "don Bosco ci insegna anzitutto a non stare a guardare", scrive Papa Francesco nella lettera indirizzata al Rettor Maggiore dei Salesiani, don Angel Fernandez Artime. "Don Bosco vi aiuti a non deludere le aspirazioni profonde dei giovani: il bisogno di vita, apertura, gioia, libertà, futuro; il desiderio di collaborare alla costruzione di un mondo più giusto e fraterno, allo sviluppo per tutti i popoli, alla tutela della natura e degli ambienti di vita".

Poi Papa Francesco chiede di avere attenzione soprattutto per gli ultimi e di affrontare le sfide che già si presentavano nella Torino di don Bosco ma che ora sono globalizzate: "idolatria del denaro, inequità che genera violenza, colonizzazione ideologica". I giovani allora debbono essere spronati all'altruismo gratuito, al volontariato, perché non ci si può "rassegnare alle ideologie che antepongono il mercato e la produzione alla dignità della persona e al valore del lavoro".

Il Rettor Maggiore, don Artime, ha accolto con "gioia" la lettera del Papa. "Un gesto prezioso, di affetto, di paternità e di grande considerazione del nostro posto nella Chiesa", commenta in un videomessaggio destinato ai confratelli Salesiani sparsi per il mondo. "Il Papa ci invita a continuare a cercare gli ultimi, quelli che hanno più bisogno di noi. Ci invita ad aiutare i giovani a trovare un posto in questo mondo".

Il Papa è molto legato alla congregazione di don Bosco, anche per ragioni familiari, come ha raccontato lui stesso nel viaggio a Torino. E ha stima anche per il Rettor Maggiore, spagnolo che ha operato per anni in Argentina. Quando si incontrarono per la prima volta al Santuario della Madonna di Lujan, Bergoglio arcivescovo di Buenos Aires e Artime Ispettore dei Salesiani in Argentina, il Papa scherzò: "Questo è il gallego che è venuto a comandare". Ma fuor di battuta, il pontefice a Torino ha detto pubblicamente di averne invece apprezzato "umiltà e servizio".

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SDA-ATS