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Papa Francesco.

Keystone/AP/ANDREW MEDICHINI

(sda-ats)

"Fatevi prossimi, con lo stile proprio del Vangelo, nell'incontro e nell'accoglienza di quei giovani che preferiscono convivere senza sposarsi". Lo ha chiesto il Papa ai parroci che hanno partecipato al corso sul nuovo processo matrimoniale, promosso dalla Rota.

"Essi - ha aggiunto il pontefice -, sul piano spirituale e morale, sono tra i poveri e i piccoli, verso i quali la Chiesa, sulle orme del suo Maestro e Signore, vuole essere madre che non abbandona ma che si avvicina e si prende cura. Anche queste persone sono amate dal cuore di Cristo. Abbiate verso di loro uno sguardo di tenerezza e di compassione".

"Questa cura degli ultimi, - ha raccomandato - proprio perché emana dal Vangelo, è parte essenziale della vostra opera di promozione e difesa del Sacramento del matrimonio. La parrocchia è infatti il luogo per antonomasia della salus animarum".

"Unioni celebrate in Cristo, unioni di fatto, unioni civili, unioni fallite, famiglie e giovani felici e infelici. Di ogni persona e di ogni situazione voi siete chiamati ad essere compagni di viaggio per testimoniare e sostenere", ha raccomandato il Papa.

Francesco ha ricordato loro che sono i "primi interlocutori" sia dei giovani che desiderano formare una nuova famiglia, che dei coniugi "in crisi, con seri problemi di relazione".

La loro prima "premura", è "testimoniare la grazia del sacramento del matrimonio e il bene primordiale della famiglia", aiutando le coppie "a vivere nelle luci e nelle ombre".

Ma sono anche chiamati a "sostenere quanti si sono resi conto del fatto che la loro unione non è un vero matrimonio sacramentale e vogliono uscire da questa situazione": siano visti non come "esperti di atti burocratici", ma come "fratelli" "in ascolto e comprensione".

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SDA-ATS