Navigation

Papa: saremo giudicati per come trattiamo gli stranieri

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 novembre 2011 - 10:31
(Keystone-ATS)

Il Papa ricorda ai cristiani che saranno "giudicati" per come si comporteranno nei confronti degli stranieri e di tutti coloro che sono messi da parte.

Nella messa conclusiva del viaggio in Benin ha sottolineato che Gesù "ha voluto prendere il volto di quanti hanno fame e sete, degli stranieri, di quanti sono nudi, malati o prigionieri, insomma di tutte le persone che soffrono o sono messe da parte; il comportamento che noi abbiamo nei loro confronti - ha sottolineato - sarà dunque considerato come il comportamento che abbiamo nei confronti di Gesù stesso. Non vediamo in questo - ha ammonito - una semplice formula letteraria, una semplice immagine".

"Ancor oggi, come 2000 anni fa - ha commentato il Papa - tanti legami con il mondo vecchio, tante paure ci tengono prigionieri e ci impediscono di vivere liberi e lieti" e "abituati a vedere i segni della regalità nel successo, nella potenza, nel denaro o nel potere, facciamo fatica ad accettare" un re come Gesù, " un simile re, un re che si fa servo dei più piccoli, dei più umili, un re il cui trono è una croce". Papa Ratzinger ha concluso l'omelia con un saluto in lingua fon: "AKLUN] NI K]N FeNU T]N Le DO MI JI - Che il Signore vi colmi delle sue grazie!".

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?