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Lo stile di Dio e del cristiano è l'umiltà, "uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai". Lo ha detto Papa Francesco nell'omelia della Messa delle Palme.

"Dio si umilia per camminare con il suo popolo", ha aggiunto il Papa. Ricordando l'Esodo e le lamentele degli ebrei contro Mosè, Francesco ha sottolineato: "Che umiliazione per il Signore ascoltare tutte quelle mormorazioni, quelle lamentele".

Se la via di Dio è l'umiltà, l'"umiliazione", "c'è una strada contraria a quella di Cristo: la mondanità", ha aggiunto il Papa sottolineando che "la mondanità ci offre la via della vanità, dell'orgoglio, del successo".

"Il maligno l'ha proposta anche a Gesù ma l'ha respinta senza esitazione. E con Lui anche noi possiamo vincere questa tentazione, non solo nelle grandi occasioni ma nelle comuni circostanze della vita". "Questa è la strada, non ce n'è un'altra", ha proseguito il Pontefice.

Un esempio di umiltà da seguire è quello dei cristiani perseguitati e anche quello di tante persone che assistono "nel silenzio" anziani, malati, disabili, ha sottolineato Papa Francesco.

Parlando di "umiltà" e "umiliazione", Bergoglio ha rilevato: "Ci aiuta e ci conforta in questo l'esempio di tanti uomini e donne che, nel silenzio e nel nascondimento, ogni giorno rinunciano a sé stessi per servire gli altri: un parente malato, un anziano solo, una persona disabile. Pensiamo anche - ha detto ancora Papa Francesco - all'umiliazione di quanti per il loro comportamento fedele al Vangelo sono discriminati e pagano di persona. E pensiamo ai nostri fratelli e sorelle perseguitati perché cristiani, i martiri di oggi: non rinnegano Gesù e sopportano con dignità insulti e oltraggi". E alla fine ha esortato: "Mettiamoci anche noi decisamente su questa strada".

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SDA-ATS